Xhamain

Recensione a cura di Alessia VikingAle

REVIEWS INSANE VOICES LABIRYNTH

magazinerockersandotheranimals

5/21/2022 2 min read

Gli Xhamain sono un gruppo nato nel 2014 quando a Rubén Alonso, insegnante di musica allo dZetta Music Center, viene chiesto da una studentessa (Mariah Fosado) di registrare e arrangiare una canzone che aveva composto. Dopo aver raggiunto un accordo sulla parte stilistica, decisero di creare una band con più componenti e acconsentirono a reclutare alcuni studenti dell'accademia. Ne nasce così il sodalizio formato da Anxo Jorge alla chitarra, Michelle Dopazo al basso, Alex García alla batteria e Xurxo Fernández alla cornamusa che ha contribuito come tastierista.Per il loro disco di debutto, “Na Alma”, il sestetto galiziano si è rivolto a Tony Lindgren ed al suo prestigioso studio Fascination Street, che ha già avuto sotto la sua ala artisti come Arch Enemy, Amon Amarth, Sepultura, Moonspell e molti altri. La cover è stata commissionata all’artista bulgaro Georgi Georgiev della Moon Ring Design. “Na Alma” è il primo capitolo di un’opera più ampia e già scritta, chiamata “No Ser”. “Entrado Na Alma” ha un titolo esplicativo: aiuta l’ascoltatore ad entrare nelle atmosfere dell’album.“Eterna Soedade” avanza spedita con un ritmo medio e costante ed un’atmosfera grave data dalle tastiere. L’alternanza di voce maschile per le strofe e femminile per il ritornello funziona. “Tempo Atrás” è un altro brano che spinge su ritmi accelerati e atmosfere tra il gotico e l’aggressivo, grazie al mix delle orchestrazioni e dei potenti riffs di chitarra. “Tan só Tres” vira su un’atmosfera tranquilla dal ritmo rallentato, sfruttando una doppia voce femminile oltre a saltuarie comparse della voce maschile. Una ballata rock da ascoltare più volte. “Soño de Inverno” è stato il primo singolo estratto ad essere presentato al pubblico. Qui tastiere e cornamusa si impongono imperiosamente, dando un’atmosfera onirica al brano.“Xunto a ti” continua il filone delle atmosfere oniriche, stavolta date dai flauti presenti nel brano e dal ritorno del duetto delle voci femminili. Ancora una ballad dall’animo rock ben riuscita. “Plenilunio, Parte 1 – Reflexo” si presenta subito come un brano ambizioso dalle imponenti orchestrazioni, che rendono bene l’idea di una notte di plenilunio. “Plenilunio, Parte 2 – O Son do Mar” prosegue con le atmosfere oniriche della precedente canzone ma stavolta rappresentando il mare di notte. Qui i suoni si fanno più aggressivi così come il cantato si fa grave, come se stesse succedendo qualcosa di grave ed inevitabile.“Plenilunio, Parte 3 – Amencer” dopo una intro che sa di rinascita dopo mille difficoltà parte con un ritmo sostenuto senza abbandonare le gravi atmosfere delle parti precedenti. Sarebbe stato bello conoscere i testi così da carpire appieno le sfumature tecniche e liriche di questo trittico. Interessante la In conclusione “Na Alma” è certo un disco godibile seppur non in grado di spiccare. Buona la produzione, con suoni cristallini e che riesce a far percepire strumenti e voci in maniera chiara senza prevaricazioni.

Recensione a cura di Alessia VikingAle

70/100